• 27 Settembre 2022 9:27

Maker faire: la fiera che stimola la cretività e l’inventiva

DiITSET Manlio Capitolo

Nov 19, 2021

Cos' è Maker Faire Rome 2022

Un evento ricco di innovazione e creatività, che celebra la cultura del “fai da te” in ambito tecnologico. È il luogo dove maker, imprese e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte. Per altre informazioni clicca qui e immergiti in un mare di innovazione.

Resoconti della gita al Maker Faire

In data 9/11/2021 le classi terza,quarta e quinta dell’ indirizzo informatica e telecomunicazioni hanno partecipato ad una giornata della fiera,da lì abbiamo ricavato diversi “Racconti”,che parlano delle esperienze provate e vissute in questa fantastica fiera.

3A INF
4A INF
5A INF
Tra le varie mostre che c’erano alla fiera di Roma, una in particolare mi è rimasta impressa: la simulazione
della partita di calcio tra mini robot.
Si trattava di un mini campo dove ai bordi vi erano dei robot programmati per svolgere la partita e si
azionavano con dei comandi vocali.Avevano la capacità di camminare ma anche quella di rialzarsi, anche se in un modo particolare, dopo una
caduta, e ovviamente di calciare il pallone. Inoltre, un robot che ritengo molto utile e comodo è il robot
MOCA, acronimo di Mobile Collaborative Robotic Assistant, in grado di alzare/spostare gli oggetti pesanti
che si possono trovare all’ interno di un ufficio o di una normale stanza.
Grazie all’uscita a Roma, alla Maker Faire, finalmente dopo due anni dettati dalla Pandemia
si è potuti uscire dalla nostra routine.
Questa esperienza è stata utile sia per staccare dalla vita di tutti i giorni, che per vivere
emozioni e sensazioni uniche.
Osservare le macchine artificiali ci ha fatto pensare a quanto l’uomo abbia sviluppato la sua
intelligenza per poterne creare delle altre, anche in certi versi migliori.
Abbiamo visto il futuro rappresentato non solo dai Robot, dai computer, dalle intelligenze
artificiali, ma anche da come la nostra realtà può essere rivoluzionata ad esempio
nell’ambito dell’agricoltura, del cibo, dell’arte, della musica…
Grazie a questa fiera abbiamo capito quanto possa essere importante l’aiuto della tecnologia
nella vita di tutti i giorni, anche per le persone con disabilità; infatti il robot «Brother» riesce a
leggere il linguaggio dei segni, comunica ciò che vede attraverso audio ed attraverso delle
macchine comunica attraverso il linguaggio Braille.
Nel padiglione dedicato all’agricoltura invece abbiamo visto come un semplice binario
collegato ad una macchina può coltivare in autonomia un orto, anche di dimensioni
importanti; e abbiamo constatato l’importanza delle BioColtivazioni.
Anche per l’alimentazione il futuro probabilmente ci porterà a mangiare Insetti e vermi.
Nell’arte invece abbiamo capito quanto siano importanti le emozioni che un quadro o una
scultura ci trasmette, anche se vengono osservati attraverso uno schermo; ugualmente
questo accade con la musica, anche se le melodie sono suonate dai Robot.
La cosa che ci ha sorpresi di più è come ci si possa immergere in una realtà
apparentemente lontana dalla nostra solo attraverso dei visori di realtà aumentata.
Infine la cosa più importante è stata la bellissima esperienza vissuta e riacquistare per un
giorno la normalità viaggiando insieme ai nostri compagni.
Nella giornata del 9 ottobre noi studenti del triennio informatico abbiamo partecipato al viaggio
d’istruzione a Roma alla “Maker Faire”.
Estesa su un territorio molto ampio divisa in vari stand dove è possibile esporre le proprie invenzioni
innovative tecnologiche e non solo. I più interessanti per noi erano quelli dedicati alla robotica ma c’erano
anche stand dedicati alla meccanica, botanica, musica, videogiochi dove abbiamo incontrato persone
simpatiche, preparate e disponibili.
L’esperienza è stata molto positiva e piacevole, nonostante le molte ore di viaggio che hanno reso la
giornata più pesante.
Una delle invenzioni che mi ha colpito maggiormente è stata questo robot quadrupede realizzato
dall’università di Pisa, la sua particolarità è l’assenza di ruote proprio perché è stato realizzato per
l’esplorazione e monitoraggi ambientali.

Articolo a cura di Nicole Molenda e Giusy Sarubbi.

Articolo a cura di Sara Manolio.

Articolo a cura di Francesco Fracasso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.